Omar e il pulcino

Erano iniziate le vacanze estive dalla scuola. Omar e sua sorella maggiore Sara andarono a trovare i nonni che vivevano in una fattoria in campagna.

Omar amava giocare nel boschetto dietro la casa dei nonni.

Un giorno Omar decise di portare con sé la fionda per migliorare le sue capacità di lancio, provò e riprovò a lanciare, ma niente, non riusciva proprio a centrare il bersaglio.

Un po' scoraggiato tornò a casa per il tè della mattina.

Mentre stava rientrando però vide un pulcino della nonna che sembrava avesse perso la sua mamma.

Mamma chioccia e gli altri pulcini erano infatti vicino al pollaio.

Annoiato, Omar decise di provare a colpire il pulcino con la fionda, ma le dita gli scivolarono e senza rendersi conto, lasciò volare l'arma, che colpì il pulcino all'angolo della testa e l'uccise all'istante.

Omar rimase scioccato e profondamente triste e le lacrime iniziarono a rotolare giù dagli occhi. Andò immediatamente dalla nonna a raccontare ciò che era accaduto, confessando di aver ucciso il povero pulcino.

La nonna si inginocchiò e gli dette un caldo abbraccio, gli strinse le manine e disse:

“Mio caro piccolo Omar, lo so. Ero davanti casa fuori a fare la lavatrice e ho visto tutto l'incidente, ma perché ti amo, ti perdono. Inoltre da buon musulmano dobbiamo essere gentili con ogni essere vivente, animali e alberi”.

La nonna quindi iniziò a raccontare un episodio del nostro Profeta Muhammad salla Allahu alahy wa sallam che parlò del perdono di Allah per il comportamento misericordioso con gli animali.

L'inviato di Allah Muhammad (pace su di lui) raccontò ai suoi compagni la storia di un uomo che era in viaggio nel deserto ed aveva moltissima sete. Stava davvero morendo di sete, ma grazie a Dio trovò un pozzo; scese al suo interno per prendere l'acqua e si dissetò. Quando ne uscì, trovò fuori un cane ansimante, sdraiato in terra, che stava leccando il fango a causa dell'estrema sete. L'uomo capì che stava morendo e pensò: “Il cane è assetato come lo ero io prima!”. Così ritornò giù nel pozzo a prendere dell'acqua per abbeverare il povero cane. Dio apprezzò questa sua opera buona e gli perdonò dei peccati.

Allora i compagni chiesero, “O Profeta di Dio, veniamo ricompensati anche per il buon trattamento verso gli animali?” Ed egli disse: C'è una ricompensa per chi fa il bene ad ogni essere vivente”.

Sai Omar, continuò la nonna, il compagno Ibn Mas'ûd (che Allah sia compiaciuto di lui) riferì: “Durante un viaggio in compagnia del Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui), quest'ultimo si allontanò un po' dall'accampamento. In quel momento, vedemmo un uccello con due uccellini dei quali ci impossessammo. L'uccello ci volò intorno finché ritornò il Profeta (pace e benedizioni su di lui), che ci chiese: "Chi ha afflitto questo uccello levandogli i suoi piccoli? Rendetegli i suoi piccoli!"

Questo significa, Omar, che i musulmani imparano il rispetto e la comprensione per le altre creature, che non devono essere usate ed abusate come si vuole, ma che, come gli esseri  umani, hanno i loro diritti, che devono essere loro forniti e rispettati in modo da garantire che la giustizia e la misericordia dell'Islam raggiungano tutti coloro che vivono su questa terra.

Omar fu molto felice di conoscere questi hadith e promise alla nonna di essere gentile e trattar bene ogni animale.